venerdì 30 maggio 2008

Mobilitazione per una giornata ecologica

Domenica 1 Giugno appello alla Mobilitazione per una giornata Ecologica. La manifestazione inizierà alle ore 16 di domenica 1 giugno con concentramento presso la fermata della metropolitana di Chiaiano

Napoli- Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della “categoria dell’emergenza” un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-Zero che protegga l’ambiente e la salute collettiva, aprendo anche nuove opportunità lavorative. Le istituzioni e quell’ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano retoricamente “il bene collettivo”, hanno lavorato per oltre 14 anni alla frantumazione di questo concetto e alla contrapposizione tra le comunità, oscurando l’esistenza di alternative concrete incentrate sul porta a porta, il riciclo, la riduzione degli imballaggi, il compostaggio e gli impianti a freddo. Il “decreto-rifiuti” del governo Berlusconi è la consacrazione di questo processo e impone l’apertura di dieci discariche e quattro inceneritori che devasterebbero ampie aree della regione! Proprio mentre in Sassonia ci dicono che riciclano almeno il 70% dei rifiuti campani con dei banalissimi impianti di differenziazione “a valle”… E’ un modello di profitto sempre più aggressivo verso gli uomini e la natura, che ritiene di sopravvivere alla crisi distruggendo il territorio. Dal rilancio del Ponte sullo Stretto alla TAV ai Rigassificatori fino all’annunciato ritorno del cosiddetto nucleare civile si punta tutto sulle mega opere inutili e dannose e sul rilancio del business a scapito della sicurezza del lavoro, della salute e dell’intera vita. Le lotte contro le megadiscariche e l’incenerimento hanno invece costituito luoghi di condivisione, spesso autentici “consigli dell’autogoverno”, magari ancora confusi e transitori ma capaci di fare rete tra le popolazioni e di ritessere dal basso nuovi modelli di bene comune. La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano e che ha già ferito gravemente alcuni cittadini come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più! E’ la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato. Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c’è la produzione di norme penali “Just-in-time” per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell’area della criminalità e dei “comportamenti antinazionali”. Lo “stato d’eccezione” - quindi - diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale. La repressione violenta, l’ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi bellici, l’arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale. Perciò “il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle…) è così cruciale. Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione. Perciò facciamo appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno. L’urgenza di questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania. Per infrangere la cappa repressiva e l’accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza! Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell’intero paese sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni. Contro la devastazione dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori. Per costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso.

Comitati in difesa delle cave di Chiaiano - Reti campane contro la devastazione ambientale.

Musica popolare in piazza

Segnalo interessante iniziativa

ASSOCIAZIONE SOTT'E'NCOPPA
presenta
Evento 31 maggio

"Spilla la Natura"

Musica popolare
in Piazza della Concordia
San Sebastiano al Vesuvio

lunedì 19 maggio 2008

Manifestazione 21 maggio


Mercoledì 21 maggio, manifestazione contro Berlusconi, atteso come risolutore dei problemi di questa città e dell'intero paese. In piazza contro le politiche neoliberiste, i progetti di megadiscariche e distruzione dell'ambiente e i provvedimenti xenofobi, indipendentemente dal colore dei governi che le propongono, il centro-destra di Berlusconi o il centro-sinistra di Bassolino della Regione Campania.
- Contro la speculazione delle megadiscariche e dell'incenerimento!
Per uscire dall'emergenza: un nuovo piano rifiuti che rispetti la salute, l'ambiente e la democrazia;
- Contro la precarietà e il carovita! é questa la vera insicurezza!
No all'aumento delle ore di straordinario, ma riduzione dell'orario di lavoro e salario sociale.
- Contro il razzismo e le leggi xenofobe del Governo! Solidarietà al popolo Rom!



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Video presidio di Chiaiano

Ecco di seguito due filmati sulla protesta contro la discarica di Chiaiano: il primo è un momento dell'assemblea con interventi di vari esponenti di comitati territoriali e del Sindaco di Marano; il secondo è l'intervista a uno dei due compagni del presidio arrestati e condannati con processo per direttissima a 4 e 6 mesi.


mercoledì 14 maggio 2008

La montagna di merda



30 anni fa, il 9 maggio 1978, Peppino Impastato veniva barbaramente ucciso dalla mafia. Su questa tragedia quasi tutto è stato detto, sono stati realizzati documentari, canzoni, libri e anche un bel film di successo. Non stiamo qui, quindi, a fare l'agiografia di Peppino. Vogliamo solo ricordare la sua bella ma terribile storia, il suo staordinario e creativo impegno civile, il suo eroico sacrificio con le parole che lo stesso Peppino pronuncia attraverso la bocca di Luigi Lo Cascio nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana.

<< Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi. Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! >>

martedì 6 maggio 2008

Repressione a Chiaiano

Questa notte sono stati arrestati due compagni del centro sociale Insurgencia. La loro colpa è essere impegnati insieme ai cittadini di Chiaiano e Marano contro l'apertura della mega-discarica decisa dal sindaco Iervolino e dal commissario straordinario De Gennaro. Pietro e Diego sono stati fermati ed arrestati mentre facevano le barricate per impedire l'ingresso dei mezzi che dovrebbero iniziare i lavori per l'allestimento della discarica.
L'accusa rivolta è di furto e resistenza a pubblico ufficiale. Il presunto furto riguarderebbe un auto che i compagni stavano collocando al centro della strada con il consenso del proprietario. Il proprietario dell'auto si è immediatamente recato in caserma insieme al sindaco di Marano per smentire il furto ma pare sia stato minacciato dai carabinieri di accusa di favoreggiamento (al furto della propria auto?!) se non avesse proceduto alla conferma della
denuncia. Il processo per direttissima si tiene oggi ed un presidio è in corso davanti al palazzo di giustizia.
In sostanza si imbastisce l'ennesima accusa/farsa per colpire i compagni più attivi. In questa operazione, come sempre, si distinguono i mass media che, come accaduto nella precedente mobilitazione di Pianura, trattano i comitati come bande di teppisti e infiltrati della camorra.
Questo gravissimo episodio è il chiaro segnale che De Gennaro e soci vogliono risolvere il problema dei rifiuti in termini di ordine pubblico. Ancora una volta, di fronte alle resistenze dei cittadini, le istituzioni rispondono con la criminalizzazione della lotta, la repressione e l'innalzamento dello scontro.
Come Rete Campana Salute e Ambiente e come compagni di Napoli esprimiano solidarietà agli arrestati e ne chiediamo l'immediato rilascio. Alla loro arroganza, alla repressione rispondiamo con la lotta! Invitiamo tutti i cittadini, tutti i comitati in lotta a partecipare all'assemblea che si terrà stasera alle ore 18.00 presso il presidio nella cava di Chiaiano.

Fuori i compagni Pietro e Diego subito!